25/05/12

Margin Call. Numeri e soldi

Per la sua prima opera J. C. Chandor punta su un'opera corale e soprattutto economica. Margin Call affronta appunto l'argomento a cui tutti sono interessati nella vita quotidiana, ma che sul grande schermo poco affascina ed entusiasma: i soldi. Questi ultimi inseriti nella situazione odierna, non faranno altro che dare spazio ad un altro argomento correlato: la crisi economica.

Voto 5,5. Molte delle cose che ci girano intorno sono dei prodotti, che sono fonte di ricchezza e guadagno. Quasi tutte in questo periodo ci segnalano che c'è crisi.
Persino questo blog, nel suo piccolo fa marketing attraverso le varie pubblicità, vendendo informazioni più o meno attendibili di cinema e libri thriller.
Ma quanto guadagna un blog? Qual'è il blog che ha un maggior profitto? Qual'è l'argomento più redditizio?
Se Margin Call parlasse di blog, queste potrebbero essere le domande che porrebbe. L'unica risposta che ne verrebbe fuori, sarebbe quella di non investire in blog, in quanto credo non si possa neanche parlare di profitti; i guadagni non sarebbero "utili" neanche a coprire il costo di un mese di connessione internet, indispensabile per pubblicare poi i post.
Stesso discorso varrebbe per il cinema, luogo fisico e simbolico che ospita il film di Chandor. Considerando i vari siti di streaming, download, condivisione di file, etc., se volessimo fare una previsione sul futuro di questo prodotto, non sarebbe molto roseo.
A ben vedere in un periodo duro come questo, qualsiasi prodotto e qualsiasi azienda non attraversa un periodo sereno ed in crescita, a meno che, anche una sedia a Montecitorio non possa essere considerata un prodotto di marketing.

Margin Call in fondo parla di questo: della crisi economica che inevitabilmente riflette sulla vita degli uomini.
Il detto i soldi non fanno la felicità è stato già sfatato da tempo, con l'aggiunta: "figuriamoci senza".
I protagonisti di questo film, che lavorano in un'azienda che attraversa un periodo non facile, lo dimostrano chiaramente nei loro visi. Volti tirati, stanchi, scossi che non concedono neanche un sorriso allo spettatore. Vite private marginali e poco importanti, se non accompagnate da un portafoglio pieno.
Lo sconvolgimento delle sicurezze di questi eleganti manager di Wall Street avviene in una giornata, più o meno come il giorno in cui si passò avventurosamente dalla lira all'euro.

Eric Dale (Stanley Tucci) mentre è intento a lavorare al suo pc, nel suo bell'ufficio, situato in un palazzo con grandi vetrate, riceve un'indesiderata visita. Due donne della sua società gli comunicano infatti che quel posto in cui è seduto non gli appartiene più: è licenziato.
Dale ha però un segreto da comunicare alla sua ormai ex-società. Per farlo si serve del giovane rampante ed intelligente: Peter Sullivan (Zachary Quinto). Ad esso consegna, infatti, una preziosa chiavetta al cui interno ci sono stime e previsioni su un futuro non proprio idilliaco dell'azienda.
Peter, la sera stessa, decide di completare il lavoro di Eric Dale, osservando come il "terreno economico grazie al quale vive e sopravvive non è più tanto stabile".
Inizia così una serie di rapporti gerarchici, che hanno il fine di mettere insieme una riunione straordinaria. Ad essa parteciperanno in rigoroso ordine d'importanza nella piramide aziendale: John Tuld (Jeremy Irons); Sam Rogers (Kevin Spacey); Jared Cohen (Simon Baker) e Sarah Robertson (Demi Moore); Will Emerson (Paul Bettany).
Tra questi una nota va fatta su Demi Moore, la cui interpretazione ha preceduto il suo momento privato difficile. In Margin Call, la Moore ha un ruolo abbastanza marginale, reso ancora peggiore da un doppiaggio che gli aumenta ancor più l'età, naturalmente rispetto al suo ex toy-boy: Ashton Kutcher.

Le dinamiche di Margin Call saranno abbastanza univoche e rivolte esclusivamente verso il dio denaro. Il ritmo è buono, i dialoghi interessanti, ma il ritratto nel complesso è abbastanza cinico e poco cinematografico. Le domande più ricorrenti infatti sono quanto guadagna tizio, quanto caio, quanto costa quella casa, ovvero discorsi molto quotidiani e reali che si scontrano però con il mondo cinematografico dei sogni . 
La visione è prettamente economica e sociale, riuscendo a far colloquiare sullo stesso piano due soggetti gerarchicamente diversi, solo quando la crisi è reale e condivisa da tutti.
I rapporti interpersonali sono freddi, così come il luogo di lavoro presentatoci, e l'unico motivo per commuoversi sarà di fronte un malanno di un povero cane....

USCITA CINEMA: 18/05/2012
REGIA: J.C. Chandor
SCENEGGIATURA: J.C. Chandor
ATTORI: Kevin SpaceyPaul BettanyZachary QuintoSimon BakerJeremy IronsDemi MooreMary McDonnell,Aasif MandviStanley TucciAl SapienzaAshley WilliamsPenn Badgley
Leggi tutto
Per la sua prima opera J. C. Chandor punta su un'opera corale e soprattutto economica. Margin Call affronta appunto l'argomento a cui tutti sono interessati nella vita quotidiana, ma che sul grande schermo poco affascina ed entusiasma: i soldi. Questi ultimi inseriti nella situazione odierna, non faranno altro che dare spazio ad un altro argomento correlato: la crisi economica.

Voto 5,5. Molte delle cose che ci girano intorno sono dei prodotti, che sono fonte di ricchezza e guadagno. Quasi tutte in questo periodo ci segnalano che c'è crisi.
Persino questo blog, nel suo piccolo fa marketing attraverso le varie pubblicità, vendendo informazioni più o meno attendibili di cinema e libri thriller.
Ma quanto guadagna un blog? Qual'è il blog che ha un maggior profitto? Qual'è l'argomento più redditizio?
Se Margin Call parlasse di blog, queste potrebbero essere le domande che porrebbe. L'unica risposta che ne verrebbe fuori, sarebbe quella di non investire in blog, in quanto credo non si possa neanche parlare di profitti; i guadagni non sarebbero "utili" neanche a coprire il costo di un mese di connessione internet, indispensabile per pubblicare poi i post.
Stesso discorso varrebbe per il cinema, luogo fisico e simbolico che ospita il film di Chandor. Considerando i vari siti di streaming, download, condivisione di file, etc., se volessimo fare una previsione sul futuro di questo prodotto, non sarebbe molto roseo.
A ben vedere in un periodo duro come questo, qualsiasi prodotto e qualsiasi azienda non attraversa un periodo sereno ed in crescita, a meno che, anche una sedia a Montecitorio non possa essere considerata un prodotto di marketing.

Margin Call in fondo parla di questo: della crisi economica che inevitabilmente riflette sulla vita degli uomini.
Il detto i soldi non fanno la felicità è stato già sfatato da tempo, con l'aggiunta: "figuriamoci senza".
I protagonisti di questo film, che lavorano in un'azienda che attraversa un periodo non facile, lo dimostrano chiaramente nei loro visi. Volti tirati, stanchi, scossi che non concedono neanche un sorriso allo spettatore. Vite private marginali e poco importanti, se non accompagnate da un portafoglio pieno.
Lo sconvolgimento delle sicurezze di questi eleganti manager di Wall Street avviene in una giornata, più o meno come il giorno in cui si passò avventurosamente dalla lira all'euro.

Eric Dale (Stanley Tucci) mentre è intento a lavorare al suo pc, nel suo bell'ufficio, situato in un palazzo con grandi vetrate, riceve un'indesiderata visita. Due donne della sua società gli comunicano infatti che quel posto in cui è seduto non gli appartiene più: è licenziato.
Dale ha però un segreto da comunicare alla sua ormai ex-società. Per farlo si serve del giovane rampante ed intelligente: Peter Sullivan (Zachary Quinto). Ad esso consegna, infatti, una preziosa chiavetta al cui interno ci sono stime e previsioni su un futuro non proprio idilliaco dell'azienda.
Peter, la sera stessa, decide di completare il lavoro di Eric Dale, osservando come il "terreno economico grazie al quale vive e sopravvive non è più tanto stabile".
Inizia così una serie di rapporti gerarchici, che hanno il fine di mettere insieme una riunione straordinaria. Ad essa parteciperanno in rigoroso ordine d'importanza nella piramide aziendale: John Tuld (Jeremy Irons); Sam Rogers (Kevin Spacey); Jared Cohen (Simon Baker) e Sarah Robertson (Demi Moore); Will Emerson (Paul Bettany).
Tra questi una nota va fatta su Demi Moore, la cui interpretazione ha preceduto il suo momento privato difficile. In Margin Call, la Moore ha un ruolo abbastanza marginale, reso ancora peggiore da un doppiaggio che gli aumenta ancor più l'età, naturalmente rispetto al suo ex toy-boy: Ashton Kutcher.

Le dinamiche di Margin Call saranno abbastanza univoche e rivolte esclusivamente verso il dio denaro. Il ritmo è buono, i dialoghi interessanti, ma il ritratto nel complesso è abbastanza cinico e poco cinematografico. Le domande più ricorrenti infatti sono quanto guadagna tizio, quanto caio, quanto costa quella casa, ovvero discorsi molto quotidiani e reali che si scontrano però con il mondo cinematografico dei sogni . 
La visione è prettamente economica e sociale, riuscendo a far colloquiare sullo stesso piano due soggetti gerarchicamente diversi, solo quando la crisi è reale e condivisa da tutti.
I rapporti interpersonali sono freddi, così come il luogo di lavoro presentatoci, e l'unico motivo per commuoversi sarà di fronte un malanno di un povero cane....

USCITA CINEMA: 18/05/2012
REGIA: J.C. Chandor
SCENEGGIATURA: J.C. Chandor
ATTORI: Kevin SpaceyPaul BettanyZachary QuintoSimon BakerJeremy IronsDemi MooreMary McDonnell,Aasif MandviStanley TucciAl SapienzaAshley WilliamsPenn Badgley
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24/05/12

Ti voglio credere - Elisabetta Bucciarelli

La questione non è cosa siamo disposti a credere, ma quale sia la verità. Il punto non è arrivare a salvare se stessi e le proprie miserie, ma in nome di cosa stiamo vivendo la nostra esistenza.

Voto 5,5. La norma vuole che all’interno di un romanzo thriller, ci sia un protagonista positivo che indaghi sui “cattivi”, sul male. Molto spesso si tratta di un poliziotto, un psicologo, un avvocato. Nella totalità dei casi, eccetto qualche episodio negativo del passato o thriller psicologico in cui alla fine si scopre che egli stesso era il “cattivo”, questo protagonista buono agisce come un cavaliere senza macchia. Per intenderci meglio il protagonista indaga su altri.
Nel romanzo di Elisabetta Bucciarelli, il protagonista è un personaggio diverso, originale, e abbastanza interessante.
Si tratta di Maria Dolores Vergani, personaggio già introdotto in altri romanzi della scrittrice milanese. La differenza di questo personaggio rispetto allo stereotipo classico, sta nell'alto senso di moralità e nell’indagine che deve compiere.
Maria Dolores infatti in questo romanzo, non dovrà indagare su terzi, ma dovrà indagare su sé stessa, in cerca di una difficile verità.
Il caso in questione vede l’ispettore di Polizia Maria Dolores Vergani, coinvolta in un caso alquanto enigmatico. Infatti, mentre si aggirava nei boschi della Valle d'Aosta, si ritrovò di fronte un uomo con un fucile. La situazione si fece più complicata allorchè dietro l'ispettore sopraggiunse un terzo tizio. Mentre Maria Dolores d'istinto colpiva il tizio alle spalle con il suo coltello, l'uomo col fucile beccava in pieno lo stesso con una pallottola. L'uomo in questione era un pedofilo.
Vittima, carnefice, colpevole, casualità? Ad uccidere l’uomo è stata la Vergani o l’uomo con il fucile? La coltellata sarebbe bastata ad ammazzare l’aggressore? L’omicidio di un pedofilo è comunque un atto giusto o da colpevolizzare?
Queste sono le domande che continua a ripetersi Maria Dolores Vergani, nelle quattro mura della casa di sua madre. L’ispettore è infatti agli arresti domiciliari, fino a che il caso non si risolva definitivamente.
La menzogna è il quotidiano. Lo dice il mio avvocato. Ma tu lo capisci che chi compie un omicidio può mentire per difendersi? E se scoprono che ha mentito non lo possono condannare per la menzogna che ha detto? Perché abbiamo una sorta di diritto a mentire. Sulla terra possiamo salvarci mentendo. E’ una cosa sconvolgente, se ci pensi bene.
La Vergani sarà perciò impegnata in una caccia personale alla ricerca della sua verità. Una verità soppressa dallo stress, dallo shock, dai dubbi. Si tratterà di una ricostruzione sommaria e frammentaria, davvero difficile essendo immobilitata a spostarsi. La verità dovrà ricostruirla con la propria mente.
Si tratta di un modo nuovo di raccontare un thriller, privando il romanzo di azione e ritmo. Le ricerche della Vergani saranno appunto “ferme”, e gireranno sempre sugli stessi dubbi.
L’immobilità di luogo, si rifletterà purtroppo sull’immobilità di argomenti, permeati troppo sul dubbio, che se al principio possono affascinare alla fine rischiano di stancare il lettore.
Infatti l’uccisione di un colpevole, molto spesso, è per così dire “lecita”, ancor più se si tratta di un romanzo thriller. Uccidere un assassino è nella prassi dei romanzi di genere, ma non per la Bucciarelli/Vergani che riflettono pedissequamente sulla propria moralità, che si scontra inevitabilmente con il senso comune.
I capitoli sono brevi e donano maggior freschezza e ritmo al romanzo, sebbene questa brevità privi il romanzo di un filo logico, che rende abbastanza frammentaria la storia e la conoscenza dei fatti.
Molti capitoli sono composti unicamente da dei dialoghi diretti tra i protagonisti, all’interno dei quali il lettore dovrà ricercare la verità, attingendo direttamente dalle loro voci.

Alla parte riflessiva e raccontata in prima persona dall’ispettore Maria Dolores Vergani, si contrappone la parte più attiva. Questa è composta da un caso abbastanza particolare che affronta argomenti abbastanza complicati come l’anoressia. Una giovane ragazza anoressica si suicida. Un’altra viene ritrovata cadavere in una bara. Strane croci vengono ritrovate in varie zone di Italia.
Ad indagare su questi strani episodi c’è il collega della Vergani: Achille Maria Funi.
Si è issata sul bordo scivoloso. Ha guardato avanti. E ha spiccato il vol. Non ci ha messo molto a schiantarsi al suolo. L’hanno vista alcuni passeggeri del Roma-Milano che era appena atterrato a Linate.
TRAMA UFFICIALE:  L'ispettore Maria Dolores Vergani è agli arresti domiciliari a Milano, indagata per omicidio volontario dopo aver accoltellato una donna nei boschi della Valle d'Aosta. Si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Rinchiusa in casa, assediata da immacolati mazzi di fiori, è alla ricerca di una verità i cui confini sono incerti. In Questura a Milano arriva la notizia del suicidio di una giovane dal ponte di viale Forlanini. Il poliziotto Achille Maria Funi decide di informare subito la Vergani, sentendosi irrimediabilmente legato a lei e alla sua perizia professionale. Mentre il caso appare sin dall'inizio un vero e proprio rompicapo, nel quartiere di San Siro vengono ritrovate tre croci maestose piantate nel terreno, un enigmatico Golgota scoperto nel giardino della villetta di una famiglia perbene. A breve compaiono croci analoghe in altre città, una Via Crucis sinistra di cui una delle stazioni nasconde un cadavere. Ancora una giovane donna, martoriata nel corpo e nell'anima, vittima di un'idea irraggiungibile di perfezione, inflitta con un digiuno che aspira all'ascesi. Mentre Funi tenta di imbrigliare le sue intuizioni, Maria Dolores si avvita in una spirale di pensieri nella quale si confondono ricordi falsati e percezioni incerte, la Giustizia e la Verità. Non sempre facce della stessa medaglia. Prigioniera della più difficile delle indagini - la sua colpevolezza o la sua innocenza - la Vergani dovrà ripensare anche al proprio senso di giustizia. 

AUTORE: Elisabetta Bucciarelli
NAZIONE: Italia
ANNO: 2010
PAGINE: 298
Leggi tutto
La questione non è cosa siamo disposti a credere, ma quale sia la verità. Il punto non è arrivare a salvare se stessi e le proprie miserie, ma in nome di cosa stiamo vivendo la nostra esistenza.

Voto 5,5. La norma vuole che all’interno di un romanzo thriller, ci sia un protagonista positivo che indaghi sui “cattivi”, sul male. Molto spesso si tratta di un poliziotto, un psicologo, un avvocato. Nella totalità dei casi, eccetto qualche episodio negativo del passato o thriller psicologico in cui alla fine si scopre che egli stesso era il “cattivo”, questo protagonista buono agisce come un cavaliere senza macchia. Per intenderci meglio il protagonista indaga su altri.
Nel romanzo di Elisabetta Bucciarelli, il protagonista è un personaggio diverso, originale, e abbastanza interessante.
Si tratta di Maria Dolores Vergani, personaggio già introdotto in altri romanzi della scrittrice milanese. La differenza di questo personaggio rispetto allo stereotipo classico, sta nell'alto senso di moralità e nell’indagine che deve compiere.
Maria Dolores infatti in questo romanzo, non dovrà indagare su terzi, ma dovrà indagare su sé stessa, in cerca di una difficile verità.
Il caso in questione vede l’ispettore di Polizia Maria Dolores Vergani, coinvolta in un caso alquanto enigmatico. Infatti, mentre si aggirava nei boschi della Valle d'Aosta, si ritrovò di fronte un uomo con un fucile. La situazione si fece più complicata allorchè dietro l'ispettore sopraggiunse un terzo tizio. Mentre Maria Dolores d'istinto colpiva il tizio alle spalle con il suo coltello, l'uomo col fucile beccava in pieno lo stesso con una pallottola. L'uomo in questione era un pedofilo.
Vittima, carnefice, colpevole, casualità? Ad uccidere l’uomo è stata la Vergani o l’uomo con il fucile? La coltellata sarebbe bastata ad ammazzare l’aggressore? L’omicidio di un pedofilo è comunque un atto giusto o da colpevolizzare?
Queste sono le domande che continua a ripetersi Maria Dolores Vergani, nelle quattro mura della casa di sua madre. L’ispettore è infatti agli arresti domiciliari, fino a che il caso non si risolva definitivamente.
La menzogna è il quotidiano. Lo dice il mio avvocato. Ma tu lo capisci che chi compie un omicidio può mentire per difendersi? E se scoprono che ha mentito non lo possono condannare per la menzogna che ha detto? Perché abbiamo una sorta di diritto a mentire. Sulla terra possiamo salvarci mentendo. E’ una cosa sconvolgente, se ci pensi bene.
La Vergani sarà perciò impegnata in una caccia personale alla ricerca della sua verità. Una verità soppressa dallo stress, dallo shock, dai dubbi. Si tratterà di una ricostruzione sommaria e frammentaria, davvero difficile essendo immobilitata a spostarsi. La verità dovrà ricostruirla con la propria mente.
Si tratta di un modo nuovo di raccontare un thriller, privando il romanzo di azione e ritmo. Le ricerche della Vergani saranno appunto “ferme”, e gireranno sempre sugli stessi dubbi.
L’immobilità di luogo, si rifletterà purtroppo sull’immobilità di argomenti, permeati troppo sul dubbio, che se al principio possono affascinare alla fine rischiano di stancare il lettore.
Infatti l’uccisione di un colpevole, molto spesso, è per così dire “lecita”, ancor più se si tratta di un romanzo thriller. Uccidere un assassino è nella prassi dei romanzi di genere, ma non per la Bucciarelli/Vergani che riflettono pedissequamente sulla propria moralità, che si scontra inevitabilmente con il senso comune.
I capitoli sono brevi e donano maggior freschezza e ritmo al romanzo, sebbene questa brevità privi il romanzo di un filo logico, che rende abbastanza frammentaria la storia e la conoscenza dei fatti.
Molti capitoli sono composti unicamente da dei dialoghi diretti tra i protagonisti, all’interno dei quali il lettore dovrà ricercare la verità, attingendo direttamente dalle loro voci.

Alla parte riflessiva e raccontata in prima persona dall’ispettore Maria Dolores Vergani, si contrappone la parte più attiva. Questa è composta da un caso abbastanza particolare che affronta argomenti abbastanza complicati come l’anoressia. Una giovane ragazza anoressica si suicida. Un’altra viene ritrovata cadavere in una bara. Strane croci vengono ritrovate in varie zone di Italia.
Ad indagare su questi strani episodi c’è il collega della Vergani: Achille Maria Funi.
Si è issata sul bordo scivoloso. Ha guardato avanti. E ha spiccato il vol. Non ci ha messo molto a schiantarsi al suolo. L’hanno vista alcuni passeggeri del Roma-Milano che era appena atterrato a Linate.
TRAMA UFFICIALE:  L'ispettore Maria Dolores Vergani è agli arresti domiciliari a Milano, indagata per omicidio volontario dopo aver accoltellato una donna nei boschi della Valle d'Aosta. Si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Rinchiusa in casa, assediata da immacolati mazzi di fiori, è alla ricerca di una verità i cui confini sono incerti. In Questura a Milano arriva la notizia del suicidio di una giovane dal ponte di viale Forlanini. Il poliziotto Achille Maria Funi decide di informare subito la Vergani, sentendosi irrimediabilmente legato a lei e alla sua perizia professionale. Mentre il caso appare sin dall'inizio un vero e proprio rompicapo, nel quartiere di San Siro vengono ritrovate tre croci maestose piantate nel terreno, un enigmatico Golgota scoperto nel giardino della villetta di una famiglia perbene. A breve compaiono croci analoghe in altre città, una Via Crucis sinistra di cui una delle stazioni nasconde un cadavere. Ancora una giovane donna, martoriata nel corpo e nell'anima, vittima di un'idea irraggiungibile di perfezione, inflitta con un digiuno che aspira all'ascesi. Mentre Funi tenta di imbrigliare le sue intuizioni, Maria Dolores si avvita in una spirale di pensieri nella quale si confondono ricordi falsati e percezioni incerte, la Giustizia e la Verità. Non sempre facce della stessa medaglia. Prigioniera della più difficile delle indagini - la sua colpevolezza o la sua innocenza - la Vergani dovrà ripensare anche al proprio senso di giustizia. 

AUTORE: Elisabetta Bucciarelli
NAZIONE: Italia
ANNO: 2010
PAGINE: 298
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22/05/12

Recensione La donna dei fiori di carta - Donato Carrisi

Questa storia comincia come un fiammifero. E’ breve e fragile, la vita di un fiammifero, come quella di tutti noi.

Voto 8. Donato Carrisi è ormai un noto raccontatore di storie. Nella sua nuova carriera di scrittore ha sinora deliziato i suoi lettori con romanzi thriller: Il suggeritore, Il Tribunale delle anime.
Per la sua terza opera, l’autore di Martina Franca, decide di modificare leggermente il genere della storia, puntando su un noir, come egli stesso lo definisce.
In realtà La Donna Dei Fiori Di Carta è una storia nella storia.
Carrisi infatti, parte dal principio che spinge ogni lettore nel momento in cui ricerca un libro: il voler sentire/leggere una storia.
Nella fase di ascolto il lettore o spettatore nel caso di un film, sarà libero di credere ad essa come un bambino affascinato o rimanere scettico sulla veridicità della stessa.
Realtà e fantasia sono anche gli ingredienti che Donato Carrisi mette in questo suo racconto, rivelando nelle note finali come molti passi siano fatti realmente accaduti, altri: opere di fantasia o leggende metropolitane.
La Donna Dei Fiori Di Carta ha anche un sapore di storia scolastica, quella letta dai ragazzi nelle aule. Sullo sfondo del racconto ci sono infatti: La Prima Guerra Mondiale e l’affondamento del Titanic.
Nel complesso il romanzo è paragonabile a Big Fish di Tim Burton, risultando un racconto davvero gustoso, che tiene realmente il lettore incollato alle pagine, e che si finisce in un giorno solo.
Carrisi non dimentica le basi del thriller, perciò infittisce il romanzo di enigmi, i quali anche se non cruenti incuriosiscono moltissimo il lettore.
 Chi è Guzman? Chi sono io? E chi era l’uomo che fumava sul Titanic?
Il Monte Fumo, luogo in cui è ambientato
La donna dei fiori di carta
Queste le domande essenziali, che il lettore si pone. Queste le domande che un soldato italiano catturato dai nemici austriaci durante la prima guerra mondiale, pone a un dottore ingaggiato per capire che grado abbia questo tizio. Infatti l’importanza o meno del suo ruolo nell’esercito, potrebbe risultare utile al nemico austriaco, per poterlo scambiare come una pedina.
Sebbene il prigioniero italiano ed il medico Jacob Roumann, siano gli attori protagonisti di questa storia; il lettore e Donato Carrisi saranno gli attanti.
Partendo dalle precedenti domande, infatti Michael Roumann e noi saremmo invogliati a venire a capo dell’enigma, raccontato magistralmente dal soldato italiano e dallo scrittore Donato Carrisi.
Jacob Roumann è un uomo comune, come tutti noi, con una storia debole da raccontare alle future generazioni. Semplice medico in una guerra cruenta, che svolge il suo lavoro come un piccolo ingranaggio di una macchina. Ad abbassare di molto la sua autostima c’è il tradimento di una moglie, non capace di aspettare il suo marito partito in guerra.
La sua vita abbastanza monotona viene sconvolta la notte tra il 14 e il 15 aprile del 1916 sul Monte Fumo, in cui si ritrova a colloquiare tranquillamente con quello che sulla carta dovrebbe essere un nemico. Il fumo e la nebbia che produce, saranno un ottimo accompagnamento per il viaggio che i due protagonisti compiranno, perché alle volte è più facile ed economico viaggiare con la mente che non con altro.
Roumann e il lettore capiranno al termine di questo viaggio, che ogni vita vale comunque la pena di essere vissuta, e che nel profondo di ogni coscienza c’è la voglia di essere ricordati, che qualcuno ricordi la nostra Storia.
Il desiderio è il solo motivo per cui andiamo avanti in mezzo a tanto orrore. Tutti abbiamo bisogno di una passione, o di un’ossessione. Cerca la tua. Desiderala fortemente, e fà della tua vita la ragione stessa per cui vivi.
TRAMA UFFICIALE: Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa.

AUTORE: Donato Carrisi
NAZIONE: Italia
ANNO: 2012
PAGINE: 170


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Questa storia comincia come un fiammifero. E’ breve e fragile, la vita di un fiammifero, come quella di tutti noi.

Voto 8. Donato Carrisi è ormai un noto raccontatore di storie. Nella sua nuova carriera di scrittore ha sinora deliziato i suoi lettori con romanzi thriller: Il suggeritore, Il Tribunale delle anime.
Per la sua terza opera, l’autore di Martina Franca, decide di modificare leggermente il genere della storia, puntando su un noir, come egli stesso lo definisce.
In realtà La Donna Dei Fiori Di Carta è una storia nella storia.
Carrisi infatti, parte dal principio che spinge ogni lettore nel momento in cui ricerca un libro: il voler sentire/leggere una storia.
Nella fase di ascolto il lettore o spettatore nel caso di un film, sarà libero di credere ad essa come un bambino affascinato o rimanere scettico sulla veridicità della stessa.
Realtà e fantasia sono anche gli ingredienti che Donato Carrisi mette in questo suo racconto, rivelando nelle note finali come molti passi siano fatti realmente accaduti, altri: opere di fantasia o leggende metropolitane.
La Donna Dei Fiori Di Carta ha anche un sapore di storia scolastica, quella letta dai ragazzi nelle aule. Sullo sfondo del racconto ci sono infatti: La Prima Guerra Mondiale e l’affondamento del Titanic.
Nel complesso il romanzo è paragonabile a Big Fish di Tim Burton, risultando un racconto davvero gustoso, che tiene realmente il lettore incollato alle pagine, e che si finisce in un giorno solo.
Carrisi non dimentica le basi del thriller, perciò infittisce il romanzo di enigmi, i quali anche se non cruenti incuriosiscono moltissimo il lettore.
 Chi è Guzman? Chi sono io? E chi era l’uomo che fumava sul Titanic?
Il Monte Fumo, luogo in cui è ambientato
La donna dei fiori di carta
Queste le domande essenziali, che il lettore si pone. Queste le domande che un soldato italiano catturato dai nemici austriaci durante la prima guerra mondiale, pone a un dottore ingaggiato per capire che grado abbia questo tizio. Infatti l’importanza o meno del suo ruolo nell’esercito, potrebbe risultare utile al nemico austriaco, per poterlo scambiare come una pedina.
Sebbene il prigioniero italiano ed il medico Jacob Roumann, siano gli attori protagonisti di questa storia; il lettore e Donato Carrisi saranno gli attanti.
Partendo dalle precedenti domande, infatti Michael Roumann e noi saremmo invogliati a venire a capo dell’enigma, raccontato magistralmente dal soldato italiano e dallo scrittore Donato Carrisi.
Jacob Roumann è un uomo comune, come tutti noi, con una storia debole da raccontare alle future generazioni. Semplice medico in una guerra cruenta, che svolge il suo lavoro come un piccolo ingranaggio di una macchina. Ad abbassare di molto la sua autostima c’è il tradimento di una moglie, non capace di aspettare il suo marito partito in guerra.
La sua vita abbastanza monotona viene sconvolta la notte tra il 14 e il 15 aprile del 1916 sul Monte Fumo, in cui si ritrova a colloquiare tranquillamente con quello che sulla carta dovrebbe essere un nemico. Il fumo e la nebbia che produce, saranno un ottimo accompagnamento per il viaggio che i due protagonisti compiranno, perché alle volte è più facile ed economico viaggiare con la mente che non con altro.
Roumann e il lettore capiranno al termine di questo viaggio, che ogni vita vale comunque la pena di essere vissuta, e che nel profondo di ogni coscienza c’è la voglia di essere ricordati, che qualcuno ricordi la nostra Storia.
Il desiderio è il solo motivo per cui andiamo avanti in mezzo a tanto orrore. Tutti abbiamo bisogno di una passione, o di un’ossessione. Cerca la tua. Desiderala fortemente, e fà della tua vita la ragione stessa per cui vivi.
TRAMA UFFICIALE: Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa.

AUTORE: Donato Carrisi
NAZIONE: Italia
ANNO: 2012
PAGINE: 170


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21/05/12

Dark Shadows. La maledizione dell'amore non corrisposto

Il non sposo cadavere Depp, alle prese con un’avventura dark post-moderna, in cui sarà coinvolto in una maledizione eterna. Al centro di tutto c’è l’amore: amore negato e amore non corrisposto, entrambi legati da un filo sottile e stregato.

Voto 6. C’era una volta Barnabas Collins (Johnny Depp), un ricco possedente di castelli che elargiva sesso alle fanciulle della sua corte. Sfortuna volle che una di queste giovincelle fosse una strega: Angelique Bouchard (Eva Green), che sentitasi rifiutata affettivamente, scatenò una maledizione sul giovane e la sua famiglia.
I genitori di Barnabas furono i primi a subire l’ira di Angelique, venendo uccisi in modo alquanto particolare.
Nel frattempo Barnabas cercò di riprendere a vivere, soprattutto dopo aver trovato l’amore corrisposto di Josette (Bella Heathcote).
Ma con una strega nei paraggi, innamorata e non corrisposta, non c’è da stare tranquilli. Infatti le maledizioni continuano a fare il loro sporco lavoro. In particolare la giovane Josette, viene costretta al suicidio nonostante richieda aiuto.
La malvagità di Angelique, non ha limiti e nonostante abbia privato della vita terrena i più cari affetti di Barnabas, infierisce anche su quest’ultimo.
Il giovane trasformato in vampiro, quindi in una creatura immortale e additato come mostro, dovrà passare il resto della sua vita in una bara sottoterra a riflettere sugli affetti persi, e soprattutto sulla sua colpa di non aver corrisposto l’amore di Angelique.
In questa prima fase della storia, ambientata nel 1750 circa, c’è da dire che vissero tutti infelici e contenti.
Si apre così Dark Shadows, il nuovo film di Tim Burton, una favola dark con protagonista ancora una volta Johnny Depp, sicuramente uno degli attori preferiti dal regista.
Esteticamente Depp riveste i panni di un personaggio simile a Victor de La sposa cadavere (tra l'altro doppiato dallo stesso Depp), film d’animazione sempre di Tim Burton.
Caratterialmente invece il personaggio di Depp, si evolverà nel corso della pellicola; mostrandosi vittima nella prima fase, per diventare carnefice in tutti i sensi nella seconda parte della pellicola.

La seconda parte della storia infatti è spostata due secoli in avanti, e parte da alcune simpatiche domande che il regista si pone (anche se Dark Shadows è tratto da una soap opera di Dan Curtis):
Cosa farebbe e come si comporterebbe un vampiro se venisse catapultato nella frenetica società moderna?
Continuerebbe a nutrirsi di sangue nonostante il maggior controllo delle forze dell'ordine?
Quale lavoro potrebbe svolgere?
Gli enigmi a queste domande vengono in parte risolti da Dark Shadows. Nel 1972 infatti Barnabas viene ritrovato da dei lavoratori edili nella zona in cui fu sepolto. Se c’erano dei dubbi su quale fossero i gusti culinari del vampiro a digiuno da duecento anni, Dark Shadows li risolve immediatamente.
Nonostante i cambiamenti epocali, Barnabas riesce a trovare la sua giusta collocazione nel mondo, tornando a casa e riuscendo a condividere i suoi spazi passati con i coinquilini del futuro.
La casa è infatti occupata, dai suoi lontani e futuri parenti. Essi sono Elizabeth Collins (Michelle Pfeiffer) una sorta di capo-famiglia; la dottoressa Julia Hoffman (Helena Bonham Carter); l'istitutrice Victoria (Bella Heathcote) molto simile a Josette; Roger Collins (Jonny Lee Miller); i piccoli David (Gulliver Mc Grath) e Carolyn (Chloe Moretz); il custode Willie.

Con Elizabeth riesce a trovare immediatamente un accordo, e ridiventare inquilino con fissa dimora nella sua buia casa.
Le atmosfere sono le solite che regala Tim Burton nelle sue pellicole, vedi ad esempio Edward mani di forbice, La sposa cadavere, Sweeney Todd, e nonostante abbia la possibilità di mostrare nuove scenografie e ambientazioni, preferisce puntare sul suo solito mondo.
Sebbene infatti, ci sia il cambio epocale e quindi di luci, suoni e colori, Burton decide di rinchiudere il suo vampiro nel suo fortino, mostrando quindi un’ambientazione pressoché identica a quella del 1700, nonostante la tv ed alcuni giochi della nuova epoca. L’unica vera novità è quella musicale: rock e moderna che accompagna molto spesso il film, in netto contrasto con quella iniziale d’atmosfera.

Anche la storia non è dissimile dai precedenti racconti, presentando degli elementi simpatici immessi nel personaggio di Depp, e proseguendo sui binari del racconto dark.
Si tratta infatti di una favola abbastanza classica con i ruoli abbastanza sovvertiti.
La strega è infatti presenta, anche se quest’ultima di norma, elargisce i suoi brutali incantesimi su delle belle ragazze, piuttosto che su uomini.
Il principe seppur buono nella parte iniziale, diventa un antieroe nella seconda parte, uccidendo brutalmente poveri innocenti per nutrirsi. Nonostante tutto, il buono del racconto sarà Barnabas, con cui lo spettatore sicuramente si schiererà.
C’è anche l’incantesimo molto spesso presente nelle fiabe classiche, così come il tema centrale è l’amore. Amore non corrisposto, amore privato dall’invidia e cattiveria.
La sfida tradizionale ed iniziale, ovvero quella a colpi di magia e stregoneria, viene rivista e rivisitata in chiave moderna, dando un tocco di originalità alla storia.
I due protagonisti principali infatti si sfideranno e lotteranno economicamente cercando di conquistare settori di mercato, battendo sul campo l’avversario.
Nel complesso Dark Shadows è un film piacevole, con buoni ritmi, momenti divertenti, che difficilmente però diverrà un cult come fu per Edward mani di forbice, che aprì le strade di Hollywood alla coppia Burton - Depp…

USCITA CINEMA: 11/05/2012
REGIA: Tim Burton
SCENEGGIATURA: Seth Grahame-Smith
ATTORI: Johnny DeppEva GreenJackie Earle HaleyBella HeathcoteMichelle PfeifferHelena Bonham Carter,Chloe MoretzThomas McDonellGulliver McGrathJonny Lee MillerChristopher LeeAlice CooperRay ShirleyIvan KayeSusanna CappellaroJosephine ButlerWilliam HopeHarry TaylorShane Rimmer,Guy Flanagan
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Il non sposo cadavere Depp, alle prese con un’avventura dark post-moderna, in cui sarà coinvolto in una maledizione eterna. Al centro di tutto c’è l’amore: amore negato e amore non corrisposto, entrambi legati da un filo sottile e stregato.

Voto 6. C’era una volta Barnabas Collins (Johnny Depp), un ricco possedente di castelli che elargiva sesso alle fanciulle della sua corte. Sfortuna volle che una di queste giovincelle fosse una strega: Angelique Bouchard (Eva Green), che sentitasi rifiutata affettivamente, scatenò una maledizione sul giovane e la sua famiglia.
I genitori di Barnabas furono i primi a subire l’ira di Angelique, venendo uccisi in modo alquanto particolare.
Nel frattempo Barnabas cercò di riprendere a vivere, soprattutto dopo aver trovato l’amore corrisposto di Josette (Bella Heathcote).
Ma con una strega nei paraggi, innamorata e non corrisposta, non c’è da stare tranquilli. Infatti le maledizioni continuano a fare il loro sporco lavoro. In particolare la giovane Josette, viene costretta al suicidio nonostante richieda aiuto.
La malvagità di Angelique, non ha limiti e nonostante abbia privato della vita terrena i più cari affetti di Barnabas, infierisce anche su quest’ultimo.
Il giovane trasformato in vampiro, quindi in una creatura immortale e additato come mostro, dovrà passare il resto della sua vita in una bara sottoterra a riflettere sugli affetti persi, e soprattutto sulla sua colpa di non aver corrisposto l’amore di Angelique.
In questa prima fase della storia, ambientata nel 1750 circa, c’è da dire che vissero tutti infelici e contenti.
Si apre così Dark Shadows, il nuovo film di Tim Burton, una favola dark con protagonista ancora una volta Johnny Depp, sicuramente uno degli attori preferiti dal regista.
Esteticamente Depp riveste i panni di un personaggio simile a Victor de La sposa cadavere (tra l'altro doppiato dallo stesso Depp), film d’animazione sempre di Tim Burton.
Caratterialmente invece il personaggio di Depp, si evolverà nel corso della pellicola; mostrandosi vittima nella prima fase, per diventare carnefice in tutti i sensi nella seconda parte della pellicola.

La seconda parte della storia infatti è spostata due secoli in avanti, e parte da alcune simpatiche domande che il regista si pone (anche se Dark Shadows è tratto da una soap opera di Dan Curtis):
Cosa farebbe e come si comporterebbe un vampiro se venisse catapultato nella frenetica società moderna?
Continuerebbe a nutrirsi di sangue nonostante il maggior controllo delle forze dell'ordine?
Quale lavoro potrebbe svolgere?
Gli enigmi a queste domande vengono in parte risolti da Dark Shadows. Nel 1972 infatti Barnabas viene ritrovato da dei lavoratori edili nella zona in cui fu sepolto. Se c’erano dei dubbi su quale fossero i gusti culinari del vampiro a digiuno da duecento anni, Dark Shadows li risolve immediatamente.
Nonostante i cambiamenti epocali, Barnabas riesce a trovare la sua giusta collocazione nel mondo, tornando a casa e riuscendo a condividere i suoi spazi passati con i coinquilini del futuro.
La casa è infatti occupata, dai suoi lontani e futuri parenti. Essi sono Elizabeth Collins (Michelle Pfeiffer) una sorta di capo-famiglia; la dottoressa Julia Hoffman (Helena Bonham Carter); l'istitutrice Victoria (Bella Heathcote) molto simile a Josette; Roger Collins (Jonny Lee Miller); i piccoli David (Gulliver Mc Grath) e Carolyn (Chloe Moretz); il custode Willie.

Con Elizabeth riesce a trovare immediatamente un accordo, e ridiventare inquilino con fissa dimora nella sua buia casa.
Le atmosfere sono le solite che regala Tim Burton nelle sue pellicole, vedi ad esempio Edward mani di forbice, La sposa cadavere, Sweeney Todd, e nonostante abbia la possibilità di mostrare nuove scenografie e ambientazioni, preferisce puntare sul suo solito mondo.
Sebbene infatti, ci sia il cambio epocale e quindi di luci, suoni e colori, Burton decide di rinchiudere il suo vampiro nel suo fortino, mostrando quindi un’ambientazione pressoché identica a quella del 1700, nonostante la tv ed alcuni giochi della nuova epoca. L’unica vera novità è quella musicale: rock e moderna che accompagna molto spesso il film, in netto contrasto con quella iniziale d’atmosfera.

Anche la storia non è dissimile dai precedenti racconti, presentando degli elementi simpatici immessi nel personaggio di Depp, e proseguendo sui binari del racconto dark.
Si tratta infatti di una favola abbastanza classica con i ruoli abbastanza sovvertiti.
La strega è infatti presenta, anche se quest’ultima di norma, elargisce i suoi brutali incantesimi su delle belle ragazze, piuttosto che su uomini.
Il principe seppur buono nella parte iniziale, diventa un antieroe nella seconda parte, uccidendo brutalmente poveri innocenti per nutrirsi. Nonostante tutto, il buono del racconto sarà Barnabas, con cui lo spettatore sicuramente si schiererà.
C’è anche l’incantesimo molto spesso presente nelle fiabe classiche, così come il tema centrale è l’amore. Amore non corrisposto, amore privato dall’invidia e cattiveria.
La sfida tradizionale ed iniziale, ovvero quella a colpi di magia e stregoneria, viene rivista e rivisitata in chiave moderna, dando un tocco di originalità alla storia.
I due protagonisti principali infatti si sfideranno e lotteranno economicamente cercando di conquistare settori di mercato, battendo sul campo l’avversario.
Nel complesso Dark Shadows è un film piacevole, con buoni ritmi, momenti divertenti, che difficilmente però diverrà un cult come fu per Edward mani di forbice, che aprì le strade di Hollywood alla coppia Burton - Depp…

USCITA CINEMA: 11/05/2012
REGIA: Tim Burton
SCENEGGIATURA: Seth Grahame-Smith
ATTORI: Johnny DeppEva GreenJackie Earle HaleyBella HeathcoteMichelle PfeifferHelena Bonham Carter,Chloe MoretzThomas McDonellGulliver McGrathJonny Lee MillerChristopher LeeAlice CooperRay ShirleyIvan KayeSusanna CappellaroJosephine ButlerWilliam HopeHarry TaylorShane Rimmer,Guy Flanagan
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19/05/12

Aspettando Cosmopolis di David Cronenberg

Il 25 maggio esce al cinema Cosmopolis, il nuovo film di David Cronenberg, con Robert Pattinson, Paul Giamatti e Juliette Binoche.
Poche sono le notizie che circolano intorno a questo film, oltre la trama.

New York e'una città in subbuglio, l’era del capitalismo si avvicina alla conclusione.
Eric Packer, un “golden boy” dell’alta finanza, entra in una limousine bianca.
Mentre la visita del Presidente degli Stati Uniti paralizza Manhattan, Eric Packer ha un' unica ossessione: farsi tagliare i capelli dal suo barbiere, che si trova dall'altra parte della città.
Durante la giornata, il caos esplode  e Packer  osserva impotente il crollo del suo impero. Inoltre, e' sicuro che qualcuno voglia assassinarlo.
Quando? Dove? Saranno le 24 ore più importanti della sua vita.

La curiosità dunque cresce, e l'unico assaggio gustabile oltre la sinossi ufficiale, è il trailer.

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Il 25 maggio esce al cinema Cosmopolis, il nuovo film di David Cronenberg, con Robert Pattinson, Paul Giamatti e Juliette Binoche.
Poche sono le notizie che circolano intorno a questo film, oltre la trama.

New York e'una città in subbuglio, l’era del capitalismo si avvicina alla conclusione.
Eric Packer, un “golden boy” dell’alta finanza, entra in una limousine bianca.
Mentre la visita del Presidente degli Stati Uniti paralizza Manhattan, Eric Packer ha un' unica ossessione: farsi tagliare i capelli dal suo barbiere, che si trova dall'altra parte della città.
Durante la giornata, il caos esplode  e Packer  osserva impotente il crollo del suo impero. Inoltre, e' sicuro che qualcuno voglia assassinarlo.
Quando? Dove? Saranno le 24 ore più importanti della sua vita.

La curiosità dunque cresce, e l'unico assaggio gustabile oltre la sinossi ufficiale, è il trailer.

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